Impianto Citofono Condominio Milano: il Problema della Pulsantiera
Cappotto termico e pulsantiera citofonica: un problema da non sottovalutare
Come detto in altre news, negli ultimi tempi vengo contattato spesso per la sostituzione impianto citofonico o per l’installazione impianti videocitofonico. Si tratta di interventi molto richiesti in una città come Milano dove ancora molti condomini datati presentano ancora gli impianti originali mai aggiornati.
In questi ultimi mesi, se non anni, si sono susseguiti numerosi bonus edilizi che hanno portato al miglioramento di tantissimi stabili condominiali: alcuni hanno puntato sull’efficientamento energetico, altri semplicemente su un restauro della facciata. In entrambi i casi il risultato è stato simile: la facciata ha subito diverse modifiche che hanno inevitabilmente influito anche sulle pulsantiere citofoniche che io e Christian installiamo con tanta attenzione.
Ho già menzionato questo problema in una vecchia news che puoi leggere a questo link, nella quale ho parlato di come l’attuazione del Superbonus 110% avesse obbligato i condòmini a correre ai ripari e a spostare la pulsantiera in base al nuovo spessore del cappotto costruito su tutta la facciata. In quel caso siamo ovviamente intervenuti io e Christian e, dopo aver studiato il caso, abbiamo proposto la miglior soluzione.
Questo sarebbe ciò che andrebbe fatto, ma purtroppo ho visto che non sempre è ciò che avviene.
La pulsantiera citofonica in nicchia: un problema reale
Tra i miei numerosi lavori di sostituzione impianti videocitofonici di quest’ultimo periodo, mi è capitato di imbattermi in problemi non così irrilevanti, spesso causate da persone che, non essendo del settore, hanno pensato di percorrere una strada semplice e per nulla problematica.
Quando si realizza un cappotto sulla facciata originale dell’edificio, si va ad aumentare lo spessore e l’ingombro della facciata. Questo vuol dire che tutti gli elementi che prima erano fissati al muro, devono essere spostati in avanti ed essere rimessi al livello della nuova superficie o facciata. Per effettuare tali spostamenti, è essenziale affidarsi ai professionisti come il sottoscritto, un antennista Milano con il pallino degli impianti citofonici condominiali ben progettati.
Se però oggi affronto questo problema, vuol dire che non sempre le cose vanno così. In passato, infatti, mi è capitato di imbattermi in un lavoro che non esiterei a definire parziale.
Nello stabile in questione era stata eseguita una ristrutturazione facciate avvenuta tramite la realizzazione di un cappotto termico, composto da particolari pannelli isolanti. In questo condominio, i pannelli erano stati installati in ogni punto della superficie verticale, come dovrebbe essere, ma una volta giunti alle pulsantiere citofoniche installate in prossimità dell’ingresso, non si sono effettuati i lavori di distanziamento.
Risultato? Le pulsantiere non sono più sullo stesso livello della facciata, ma risultano incassate in un modo del tutto innaturale. Le imprese che si occupano del cappotto si limitano a chiudere queste pulsantiere in una nicchia, senza preoccuparsi di spostarla. Forse così facendo l’impresa ha pensato di porre un facile rimedio a un problema non da poco, oppure pensava semplicemente che quello non fosse affatto un problema.
Il problema invece persiste e non è affatto banale. Per fartelo comprendere meglio, facciamo un esempio pratico. Un giorno la pulsantiera inizia a dare problemi. Nulla di grave, ma è necessario intervenire con una piccola manutenzione. In casi normali questo intervento sarebbe poco invasivo e poco problematico, ma nel caso della nostra pulsantiera in nicchia vorrebbe dire rompere l’intonaco nuovo di zecca per accedere alla pulsantiera.
Non ti darebbe fastidio se a distanza di pochi mesi dalla ristrutturazione avvenisse tutto questo? Oltre a pagare l’intervento di un antennista Milano come il sottoscritto, dovresti anche pagare nuovamente i muratori per sistemare l’intonaco. Se è vero che ognuno deve pensare al proprio lavoro e al proprio ambito operativo, è altrettanto vero che in casi come questi i professionisti collaborano per il miglior risultato, come ci è già accaduto in passato.
La risoluzione del problema: come siamo intervenuti nei condomini
Abbiamo già detto che le pulsantiere devono essere spostate all’esterno ricorrendo ad un apposito supporto che abbiamo già utilizzato diverse volte. Spieghiamolo meglio.
In passato abbiamo ideato una specie di piastra di supporto a forma di omega realizzata ovviamente su misura basandoci sullo spessore del cappotto termico e del rivestimento condominiale. È sempre bene eseguire queste misurazioni con estrema cura, onde evitare che la pulsantiera risulti troppo esterna o troppo interna, andando così a vanificare il risultato finale e, soprattutto, l’estetica.
Nei nostri lavori, infatti, oltre a soffermarci sull’utilità dell’impianto e sul suo corretto funzionamento, ci assicuriamo sempre che il modello certo dai nostri Clienti si integri alla perfezione con l’estetica del palazzo. Non è infatti un caso se Comelit ha realizzato linee di citofoni condominiali con uno stile più retrò particolarmente indicato per i palazzi storici: questo vuol dire prestare attenzione all’estetica, e non è un aspetto da sottovalutare.
Ma torniamo alla nostra soluzione. Come detto è essenziale prendere le misure alla perfezione e solo dopo si procede con l’installazione della piastra direttamente sul muro principale, cioè su quello originale sul quale è stato applicato il cappotto. Sulla piastra, a sua volta, verrà fissata la pulsantiera che risulterà così al medesimo livello della nuova copertura dell’edificio.
Il lavoro non è però ancora terminato: si deve infatti procedere con la chiusura del buco. Si rende quindi necessario l’intervento di un muratore o di un’impresa edile. Spetterà infatti a loro installare il cappotto termico anche in quel punto fino a chiudere qualunque buco o spiffero. I pannelli dovranno essere installati lungo tutto il perimetro della piastra realizzata dal sottoscritto e da Christian.
Terminato questo passaggio, non rimane altro da fare che installare la pulsantiera citofonica sul supporto. Ti possiamo garantire che il risultato è più che eccellente e nei condomini nei quali siamo intervenuti con questa soluzione, tutto è filato liscio e i residenti si sono detti più che soddisfatti.
Un aspetto essenziale che non ci stancheremo mai di sottolineare è che questi interventi devono essere assolutamente fatti durante i lavori di ristrutturazione. In questo caso si eviterà di dover rompere l’intonaco e richiamare l’impresa edile per terminare il rivestimento.
Antennista Milano: il professionista al tuo servizio!
Come abbiamo visto, a tutto c’è una soluzione, ma perché rischiare di spendere più soldi e fare un lavoro due volte se è sufficiente affidarsi ai veri professionisti facendo in modo che questi collaborino tra di loro? Anche questo differenzia i professionisti da coloro che eseguono interventi approssimativi.
Spero che questo mio consiglio possa essere utile a molte persone che, in questo periodo, stanno facendo eseguire i lavori in casa, interventi che andranno a condizionare anche gli impianti videocitofonici.
Consulta i miei servizi, ma se hai dubbi, domande o se vuoi fissare un appuntamento per il tuo impianto citofonico non esitare a contattarmi.
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