Impianto Videosorveglianza Milano: Conosci la sua Storia?
Alla scoperta della nascita della videosorveglianza
Numerosi sono gli articoli che ho dedicato all’impianto videosorveglianza, un sistema di controllo e sicurezza personale sempre molto richiesto a Milano e hinterland.
Solo perché si tratta di un sistema assai diffuso e utilizzato in ambito pubblico e privato, non vuol dire che tutti sappiano come è nato e, soprattutto, come si è diffuso nel mondo.
La storia della videosorveglianza non è così antica come si potrebbe pensare e, di certo, è assai più recente rispetto agli impianti d’allarme, sistemi sempre esistiti al mondo seppur ricorrendo a tecnologie decisamente diverse da quelle attuali.
Credo fermamente che sia interessante scoprire l’origine delle cose, soprattutto di quelle che fanno parte del nostro quotidiano e che tendiamo a dare per scontate. Essendo un antennista TV Milano specializzato anche nell’installazione di sistemi di videosorveglianza, maneggio questi oggetti e componenti quasi ogni giorno e non mi sono mai soffermato sulla loro origine. Questo fino ad oggi!
Dalla nascita alla svolta digitale
Come spesso accade, tutto ha inizio a livello analogico. Numerosi furono gli esperimenti di TVCC (televisione a circuito chiuso), ma il primo in assoluto è stato attribuito nel 1942 a Walter Bruch, un ingegnere tedesco. L’impianto da lui progettato venne realizzato da Siemens AG presso il centro di ricerca militare di Peenemünde e, per la precisione, venne installato su una rampa di lancio per monitorare i lanci di V-2, missili militari estremamente sofisticati per l’epoca.
Dobbiamo attendere fino al 1952 per vedere sviluppato il primo prototipo di registratore video su nastro magnetico, sviluppato da Ampex, una grande compagnia elettronica americana: il registratore combinava l’azione di una testina rotante e di un nastro magnetico. Ampex si prende alcuni anni per migliorare il suo prototipo e solo nel 1956 lancia il VR-1000, il primo di una lunga serie di registratori su nastro video da 2 pollici e a 4 tracce.
Nel 1956 venne eseguito un esperimento: il notiziario serale della CBS del 30 novembre venne registrato e trasmesso in differita ricorrendo proprio a questa nuova tecnologia. Inutile dire che tutto funzionò a meraviglia!

Nonostante i successi ottenuti in questo campo, le bobine su cui si registravano le trasmissioni e i relativi registratori erano molto cari. Basti pensare che nel ’56 una bobina di nastro magnetico costava circa 300 dollari, mentre il costo del registratore variava tra i 75.000 e i 100.000 dollari.
Ricorrere al sistema Quadruplex e alle quattro testine che scrivevano il segnale video verticalmente sulla lunghezza del nastro, migliorò decisamente la situazione. Grazie a questa tecnologia, infatti, anche i programmi che duravano ore potevano essere registrati su una singola bobina di nastro, con un relativo risparmio economico.
Questi videoregistratori iniziarono a diffondersi in tutto il Paese, ma la Ampex non rimase a guardare e, infatti, nel 1967 lancia il primo modello di registratore portatile, il VR-3000. I benefici introdotti da questo nuovo modello erano numerosi, poiché consentiva di registrare una trasmissione direttamente sul campo senza essere costretti a ricorrere a metri e metri di cavi.

Cambia così anche il modo di concepire le trasmissioni: prima si era obbligati a svolgerle in un solo luogo, di solito all'interno di studi televisi appositi, ma da quel momento in poi ci si poteva spostare nei parchi pubblici, nelle case private, sugli aerei e sulle navi, il tutto senza problemi di trasporto del registratore.
Da questo momento tutte le maggiori industrie di elettronica iniziarono una lunga corsa per immettere sul mercato un modello di registratore sempre più facile da utilizzare, compatto e a buon mercato. La Sony, per esempio, tenta anche di sostituire le care bobine con cassette decisamente più compatte, senza però ottenere un sistema pratico e semplice da utilizzare.
Dobbiamo però ringraziare l’IRA se, all’inizio degli anni ’70, i primi sistemi di videosorveglianza iniziarono a diffondersi a macchia d’olio nel Regno Unito. Tali sistemi subiranno un ulteriore salto di qualità pochissimi anni dopo grazie all’introduzione del CCD (dispositivo ad accoppiamento di carica), un piccolo circuito integrato che permette di catturare le immagini e che si andrà a sostituire al precedente metodo decisamente più ingombrante.
Il primo sistema videosorveglianza domestica venne introdotto dalla Philips nel 1972. Nonostante le dimensioni contenute favorissero la diffusione di tale supporto, il prodotto Philips aveva un grande difetto: permetteva di registrare al massimo 30 minuti. Decisamente poco utile, ma comunque un grande passo nella giusta direzione.
A pochi anni di distanza (1975) la Sony lancia due registratori Betamax. Immagino già le domande: quando arriva il VHS che ha tenuto tanti bambini incollati alla TV? Il famoso VHS arriva nel 1976 ad opera della JVC, azienda di elettronica giapponese.
Sebbene le cassette VHS siano più grandi e offrano una qualità decisamente più scadente rispetto al Betamax, esse permettono di videoregistrare fino a 4 ore. Ben presto il VHS si diffonde in tutto il mondo, diffusione resa possibile dalla decisione di JVC di vendere il brevetto anche ad altre aziende, tra cui le case cinematografiche. Ed è così che il VHS entra nelle case di tutto il mondo, trasformandosi in un supporto valido e a buon mercato.
Un registratore Betamax della Sony
Cassetta VHS
Nel corso degli anni successivi numerosi sono i supporti, i videoregistratori e le tecnologie immesse sul mercato che si basavano sull’utilizzo delle VHS. Grazie a loro si è anche iniziato ad avere registrazioni migliori e più lunghe, arrivando fio a 960 ore. Questo ha reso possibile la diffusione di sistemi di videosorveglianza più performanti e professionali: registrare per poche ore era inutile, ma avere a propria disposizione così tante ore era decisamente meglio e invogliava le persone a installare tali impianti!
L’avvento del nuovo millennio non segna solo l’inizio di una nuova era per l’umanità, ma una nuova era anche per l’impianto videosorveglianza, che passa definitivamente dall’ambito analogico a quello digitale. Cambia così anche la modalità di trasmissione di dati che ricorrono all’Ethernet su protocollo TCP/IP.
Le telecamere videosorveglianza di ultima generazione, ad alta definizione e con visione notturna concorrono a creare impianti videosorveglianza di altissima qualità, che possono essere installati in ambito pubblico e privato.

Installazione videosorveglianza Milano: affidati al professionista!
La storia dell'impianto videosorveglianza non è quindi antichissima, ma nel giro di pochi decenni questo prodotto ha conosciuto una crescita e una mutazione davvero impressionante, fino a giungere ai giorni nostri. Questo non vuol dire che tale sistema di sorveglianza sia già giunto al suo apice, ma anzi possiamo attenderci altri interessanti sviluppi in un prossimo futuro.
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Approfitto di questa news per ricordarti che il tempo passa in fretta e che la prima scadenza per il passaggio al nuovo digitale terrestre si avvicina sempre di più. Come ho già detto in questa mia news, ti consiglio di correre presto ai ripari, onde evitare di essere impossibilitato a guardare la tua TV a causa di un impianto televisivo obsoleto e non in linea con i recenti standard.
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